3 Mesi 2 Settimane

Posted on Jan 26, 2015 | 0 comments


3 Mesi e 2 Settimane di Viaggio, 10’383 km percorsi.
Aggiornamento.
Lasciamo Valentina, Federico e la famiglia Marzotto a Valdagno e ci dirigiamo verso la grande pianura padana. Dicono che la quantità di nebbia sia dimezzata in questi ultimi anni, a giudicare dai nostri primi giorni qui sembrerebbe di essere incappati nei tempi di una volta. Spesso la nebbia è talmente fitta da dover rallentare fino quasi al punto di fermarsi a bordo strada, fotografare qualcosa è chiaramente impossibile. Visibilità zero. Le previsioni per i giorni a seguire non sembrano migliorare e anche i nostri corpi risentono di freddo e umidità. Consumiamo avidamente minestre serali e aspirine sempre in bilico tra raffreddori acutizzati, malditesta e temperature alterate. La nostra prima tappa è Montagnana e rimaniamo appostati due giorni prima di poter vedere un diradamento della nebbia e poter fare qualche scatto. Il primo giorno proviamo anche a trapassare la coltre nebbiosa salendo sui Colli Euganei sperando che l’innalzamento di quota favorisca la visuale, ma nulla. Non vediamo ne miglioramenti ne tantomeno i Colli. Finalmente, a sconto di un’umidità degna di record, la mattinata del 12 gennaio ci regala un sole flebile ma sincero. Visitiamo la città e puntiamo verso Chioggia attraversando, e stavolta fotografando, i Colli Euganei: distese di viti e olivi che ci ricordano un po’ la nostra amata terra Sabina. Chioggia ci sorprende e affascina dal primo sguardo. Capiamo subito che il luogo comune “la piccola Venezia” è tanto superficiale quanto falso. La città, con l’insieme di canali, ponti e palazzi ricorda architettonicamente la serenissima ma è tuttora una città vera di fatica e lavoro. La particolarità delle automobili che arrivano fra le calli fino al bordo dei canali è poi un altro fattore estraniante. Le nostre escursioni lagunari non finiscono e percorriamo in una giornata i sottili lembi di terra che racchiudono la laguna del delta del Po e della Sacca di Scardovari, dove incontriamo per la prima volta in vita nostra degli allevamenti di cozze, vongole e ostriche, infinite distese di palizzate nel mezzo di una laguna calma e piatta a specchio. Scorrono i chilometri lungo queste strettissime strade rialzate con il mare da un lato e la laguna dall’altro, è un paesaggio che continua ad affascinarci per la sua conformazione e la sua fauna. Il passaggio verso Adria ci conduce anche qui ad un’esperienza completamente nuova: il passaggio sul ponte di barche. Mai fatto in vita nostra, nell’arco di mezz’ora e pochi chilometri ci troviamo a passare ben due ponti galleggianti attraversando il Po di Gnocca e il Po di Goro. Esperienza divertente e nuova. Adria non ci premia in termini di tempo, torna la pioggia e la nebbia fitta e nulla possiamo contro questo tempo impietoso, ne noi ne il nostro grande Cicerone Sergio Braga, che ci porta attraverso l’argine di destra del Po fino a Ferrara. La giornata con Sergio e con la cena dalla “Zia” sono meravigliose anche se è stato impossibile portare a casa fotografie e storie. Ripartiamo da Adria in direzione Comacchio altra piccola perla di canali e ponti con il famoso ponte dei Trepponti nella città storica da visitare e scoprire. Un lungo peregrinare per trovare una consona sistemazione per la notte ci porta fino a Bagnacavallo da dove attiviamo il nostro amico e Cicerone Tommaso Nuti che ci porterà nel giro di due giorni a riscoprire la cucina tradizionale romagnola in un’osteria di Lugo di Romagna, veramente squisita, e poi a Brisighella, terra di Olio e di Mora Romagnola nonché borgo autentico e di una bellezza mozzafiato. Salutiamo Tommaso a malincuore e andiamo avanti, le colline faentine con i loro calanchi fanno da sfondo al nostro trasferimento verso Bentivoglio dove una Cicerona appassionata e preparatissima, Elisa Biondi, ci aspetta per farci visitare le particolarità di questa parte di Bassa Padana. Il Castello di Bentivoglio, il Palazzo Rosso, splendido esempio perfettamente conservato di liberty bolognese con influenze orientaleggianti, il Museo della Civiltà Contadina e un’emozionate incontro con il Coro delle Mondine di Bentivoglio. Finiamo la giornata come fossimo stati sotto una pressa, purtroppo anche oggi il freddo e la pioggia ci hanno tenuto sotto scacco. Elisa ci ha preparato anche la giornata successiva, a Pieve di Cento grazie anche alla gentilezza di Giulia Ramponi visitiamo il Teatro Comunale, il museo della musica e dietro una porta segreta l’Archivio Storico Notarile. Ci spostiamo quindi a visitare le pale d’altare della Collegiata di Santa Maria Maggiore salvate dalla chiesa dopo il terremoto del 2012 e ora ospitate temporaneamente presso il MAGI’900. Anche questo luogo ci stupisce per la sua grandezza e modernità, quasi un fuori scala per il piccolo centro che lo ospita. La rotta punta ora verso il Modenese, ci fermiamo per scalo tecnico a Fiorano ma siamo un po’ più lenti dei meccanici della vicina Maranello e nella successiva giornata di esplorazioni adiamo a visitare una zona tanto strana quanto interessante: la Riserva Naturale delle Salse di Nirano, dove il fenomeno geologico delle salse eruttive crea crateri e piramidi di fango grigioazzurre che ribollono e risuonano nella vallata. Un paesaggio veramente suggestivo. Ci mettiamo sulle tracce delle acetaie tradizionali modenesi scoprendo che è una pratica domestica diffusissima e cerchiamo un contatto per trovarne una vera. La troviamo ma la sfortuna vuole che il virus influenzale abbia messo a letto tutta la famiglia. Il giorno seguente ci spingeremo fino a Spilamberto per visitare il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e scoprire i segreti e le alchimie dietro la creazione di questo particolarissimo e pregiatissimo alimento. Il modenese porta sempre nuove attrazioni e paesaggi affascinanti, il giro di alcuni dei bellissimi castelli modenesi ci porta a visitare e fotografare Castellarano, Castelnuovo Ragone, Castelvetro e Spilamberto.Grazie a tutti i nostri follower e un grazie speciale a tutti i nostri Ciceroni e a tutti gli amici che abbiamo fin qui incontrato lungo la via. Italia Segreta è questo, un incrocio di strade, di facce,di storie e di esperienze. Grazie a tutti e speriamo che le foto e i racconti vi piacciano. 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